.jpg)
La Parigi notturna degli anni Venti,la noia celata dalle luci soffuse dei cafè chantant,uomini soli e donne in cerca di riscatto. Un mondo,uno spaccato dei primi anni del secolo scorso emergono da novelle,lettere e frammenti inediti scritti fra il 1925 ed il 1943 da Antoine de Saint Exupèry,l’autore del Piccolo Principe. Il materiale è stato per la prima volta raccolto in un volume pubblicato da Bompiani che sarà in libreria dalla prossima settimana.
“Manon ballerina” è il primo racconto che dà il titolo all’opera che contiene anche un altro racconto, “L’aviatore” e le lettere alla ex fidanzata Louise de Vilmorin.
Gli inediti rivelano un aspetto finora sconosciuto del pilota scrittore,un afflato sentimentale che risuona ancora di fremiti adolescenziali.
Il volume della Bompiani offre l’aggancio di attualità per ricordare Antoine de Saint Exupèry la cui immagine è sospesa fra il volo e la letteratura.
La moglie messicana scrisse di lui: nel libro “Mèmoires de la rose” :”non era come gli altri,ma come un bambino,un angelo che era caduto dal cielo.”
Non si sa se a renderlo famoso abbiano contribuito più i suoi pionieristici voli postali in regioni inospitali oppure libri come “Il piccolo principe”,”Volo di notte”, o “Volo ad Arras”
Era il 900 e le aspettative del nuovo secolo erano intense ed ancora dovevano prendere forma. Il 29 giugno a Lione nasce Antoine. La sua famiglia appartiene alla vecchia nobiltà provinciale francese. Perde il padre a quattro anni e si trasferisce ad a La Mans dove viene educato in una scuola di gesuiti e quindi in Svizzera in un istituto cattolico.
Si iscrive poi alla Facoltà di Belle Arti,per studiare architettura. In quegli anni viene preso dalla passione per il volo. Quando un amico pilota lo portò su un biplano scrisse: “le ali fremevano sotto il soffio della sera,il motore riempiva del suo canto l’aria addormentata”.
Quasi un presagio delle avventure che lo attendevano. Il momento decisivo della sua vita arriva nel 1921 quando inizia il servizio militare nel secondo reggimento dell’aviazione da caccia a Strasburgo.
Decolla per la prima volta da “solista” con un biplano Sopwith Camel.
L’anno successivo ottiene il brevetto e gli viene offerta la possibilità di entrare nell’Armèe de l’Air in servizio permanente effettivo.
Rifiuta in seguito all’opposizione della famiglia della fidanzata Louise de Vilmorin. Si stabilisce poi a Parigi dove si dedica a diversi lavori,venditore di auto e contabile. Finalmente Saint Exupèry viene assunto dalla famosa compagnia Aeropostale che si occupava del recapito in volo della posta in Africa. Lavora così per tre anni scampando diverse volte alla morte.
In seguito ad una piantata di motore Saint’Ex,come lo chiamavano gli amici,fu costretto ad un atterraggio d’emergenza nel deserto e fu salvato da una carovana di beduini.
Nel 1928 divenne direttore del lontano aeroporto di Cap Juby nel Sahara.
In solitudine l’aviatore impara ad amare il deserto che diventa l’ambientazione de “Il piccolo principe” e “La saggezza della sabbia”. Negli stessi anni Saint’Exupery scrive il suo primo racconto: “Posta del Sud” che celebra il coraggio dei primi piloti che volando al limite della sicurezza,battevano in velocità treni e navi nel recapito della corrispondenza.
Nel 1929 il giovane si reca in Sud America dove viene nominato direttore della compagnia Aeroposta Argentina. Una nuova sfida:portare la corrispondenza in volo attraverso le Ande. L’esperienza gli porge l’occasione per il suo secondo libro: “Volo di notte” che diventa un successo internazionale e vince il premio “Femina”. Il protagonista del racconto Rivière,un duro ed esperto direttore di aeroporto abbandonato il pensiero di mettersi in pensione,vede nei voli postali il suo destino. Dice:”non chiediamo di essere eterni. Ciò che chiediamo è di non vedere le azioni e gli oggetti perdere improvvisamente il loro significato. Il vuoto che ci circonda si spande rapidamente dappertutto.”
Dopo l’avventura argentina Saint’Ex va a volare fra Casablanca e Port Etienne e poi viene impiegato come collaudatore dell’Air France e di altre compagnie. Scrive articoli per Paris Soir sugli avvenimenti del Primo Maggio a Mosca e sulla Guerra Civile in Spagna.
Nel 1937 a bordo di un aereo Caudron Simoun rimane gravemente ferito in un incidente in Guatemala. Durante la convalescenza scrive un libro sulla professione di pilota:”Vento,sabbia e stelle” che appare nel 1939 e vince il Gran Premio dell’Accademia Francese e quello del National Book negli Stati Uniti. Dopo la sconfitta della Francia all’inizio della II Guerra Mondiale,Saint’Ex si arruola nell’Armèe de l’Air ed effettua numerosi voli pur essendo considerato non idoneo al pilotaggio degli aerei militari a causa delle ferite riportate nell’incidente. Viene decorato con la Croce di Guerra.
Dopo essersi trasferito con la sorella in una zona della Francia non occupata dai tedeschi,si rifugia negli Stati Uniti. I connazionali lo criticarono per non essersi schierato con la Francia Libera.
Saint’Ex si difende scrivendo “Volo per Arras” pubblicato a New York nel 1942 in cui racconta un volo senza speranze sulle linee nemiche quando la Francia era già stata battuta. Nel 1943 rientra nell’aeronautica militare francese in Nord Africa. Riprende a volare,ma dopo un atterraggio pesante il suo comandante decide che è troppo vecchio per il pilotaggio. Nel 1943 l’aviatore pubblica il libro più famoso “Il piccolo principe”. Una favola di bambini per adulti,corredato da illustrazioni dello stesso autore. Il libro apparentemente semplice contiene la filosofia dello scrittore,che sembra inconciliabile con quella di un uomo d’azione. “Solo col cuore si può vedere bene. Le questioni essenziali sono invisibili agli occhi. Tutti i grandi furono prima bambini,ma pochi di essi lo ricordano”,scrive l’autore in una dedica ad un amico. Il 31 Luglio del 1944 Saint’Ex decolla da un campo della Corsica ai comandi di un caccia bimotore americano Lockheed P38 Lightning per una missione di ricognizione sulla Francia occupata. Il P38 ed il suo pilota scompaiono in mare. Recenti ricerche ed il ritrovamento di oggetti appartenuti allo scrittore hanno confermato che Saint’Ex fu abbattuto da un caccia Focke-Wulf 190 tedesco. Qualche anno fa,un veterano della Luftwaffe ha rivelato,addolorato,di essere stato l’autore dell’abbattimento del pilota francese.
Il mistero, che comunque permane, sulla fine di questo pioniere dell’aviazione e scrittore di opere immortali,ha accresciuto il suo mito e l’alone di romanticismo che ne circonda la figura.
Eugenio de Bellis