Nel volo e nel giornalismo,Dio,verità e riscatto



Il giornalista pilota Maner Lualdi (a destra)


con il com.te Leonardo Bonzi


 


 


 


 


Osservando i giovani e le giovani in divisa azzurra ed in borghese riuniti in un'aula dell'Accademia Aeronautica di Pozzuoli in occasione della presentazione del  laboratorio di giornalismo aerospaziale ad essi dedicato,mi sono soffermato su alcune analogie,ancorchè non evidenti, fra il volo ed il pubblicismo. Secondo gli antichi e le antiche religioni monoteiste e non, il cielo era ed è la dimora di Dio e degli dei pagani. Pertanto chi riesce attraverso il volo a salire verso il cielo si avvicina a Dio. Respira l'aria che egli respira,vede lo stesso cielo che egli vede. Ma,Dio, per definizione in tutte le religioni è onnipotente,onnipresente e soprattutto onnisciente. Quindi egli stesso è possiede la VERITA'. Dunque in alto abitano Dio, la verità la conoscenza. In alto vivono e respirano i temi cui hanno tentato di dare risposta le filosofie di tutti i tempi. Problema gnoseologico ed etico,cioè della conoscenza e del bene e del male. Nella religione cattolica Dio è il  BENE supremo. Quindi chi si avvicina a Lui, viene illuminato meglio dalla sua bontà. Gli aviatori che salgono appesi al disco dell'elica nella luce abbagliante del sole, si avvicinano a Dio più degli altri alla ricerca della verità e della bontà da Lui irradiata. Come tutti gli uomini tendono alla verità ed alla legge morale. Nel cielo da sempre ,gli uomini hanno collocato tutto ciò che desideravano di più di avere,le cose pù irrangiungibili come le stelle. Di qui l'etimologia della parola desiderio: dal latino:"de sideribus".  Il parallelo con i giornalisti? Anch'essi con non meno determinazione e coraggio cercano la verità per riferirla ai loro lettori. Alla verità i ll giornalista,meno fortunato del pilota,arriva attraverso,un'attenta documentazione, la consultazione meticolosa di molte fonti,attraverso il travaglio dell'accertamento della loro affidabilità attraverso un quotidiano oneroso impegno,attraverso un paziente collage di episodi,di fatti,che vanno attentamente vagliati,esaminati e collegati. Spesso però la verità è scomoda,non gradita,ai governi,alle istituzioni,ai potenti,ai delinquenti,alle organizzazioni criminali. Pertanto il giornalista,sempre più frequentemente,viene minacciato ed ucciso. Sono decine ogni anno i colleghi,soprattutto gli inviati,che vengono barbaramente assassinati per impedire loro di svolgere il proprio lavoro al servizio della verità , documentare con articoli o con immagini ingiustizie,corruzioni,illeciti arricchimenti e stragi. Molti colleghi hanno pagato con la vita l'amore per il proprio lavoro e per la verità. Cito l'esempio  di Giancarlo Siani a Napoli e della cronista Politoskavaia in Russia su tanti, in tante parti del mondo. Piloti e giornalisti dunque, appaiono accomunati dall'amore per il proprio compito  fino all'estremo sacrificio. Tutte e due le categorie inoltre,fanno cultura. La ricerca connessa al volo ed allo spazio,sviluppa,tecnologia e occupazione. Apparecchi come il navigatore satellitare(GPS) sviluppato e gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per scopi militari,oggi è entrato nel quotidiano,ha migliorato la qualità di vita, èdi uso comune ed ha salvato migliaia di vite, ha consentito di recuperare persone disperse,a mare,in montagna, nei boschi ed a guidare persone non vedenti. Nella sola Campania l'industria aerospaziale e l'indotto danno lavoro ad almeno 15mila addetti. Il giornalismo  è veicolo di cultura nelle pagine dedicate. In quelle di cronaca, informando l'utente di quanto accade,contribuisce alla formazione della pubblica opinione. Oggi le pagine dei quotidiani e delle emittenti televisive della Regione e di Napoli sono riempite da episodi orrendi,dalla violenza consumata ai danni di un dodicenne alla Ferrovia ,ai processi ad amministratori corrotti. Ci piace pensare che attraverso la creazione di questo laboratorio, l'Accademia ed il Gruppo Sagittario abbiano fatto cultura. E secondo lo scrivente, la lotta alla camorra,alla illegalità diffusa,si fa soprattutto con la cultura, con la creazione di una coscienza civile fra i giovani che saranno i cittadini di domani.


  Eugenio de Bellis