Tragica Pasquetta,morti 4 piloti di ulm,tra cui un allievo dell'Accademia









Una Pasquetta nera per l’aviazione ultraleggera italiana. L’altro ieri in una sola giornata quattro piloti di ultraleggeri sono morti in due incidenti avvenuti nei pressi di Lodi ed in provincia di Udine. Fra le vittime una ragazza di soli sedici anni che volava con l’istruttore, ed un allievo dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli,Alessio Tomè di 20 anni del corso Marte 5° che aveva giurato appena il 31 marzo nel corso della tradizionale cerimonia.
Il tragico bilancio di questa giornata festiva di primavera, ripropone il tema della sicurezza del volo ultraleggero, vale a dire con aerei il cui peso massimo dovrebbe essere non superiore per legge a 450 Kg e limitati a due posti.
Nei fatti la maggior parte di ulm in uso in Italia, supera abbondantemente questo limite. L’ulm all’origine era una macchina semplice,economica,a due assi,realizzata in tubi e tela,dotata di un motore di modesta potenza, ed adatta a poco più di un giro di campo.
Negli ultimi anni tuttavia, gli ulm, anche a fronte dell’agonia dell’aviazione generale ,oppressa dai costi crescenti della benzina avio e della manutenzione,dalla estromissione dagli aeroporti e da una normativa eccessivamente restrittiva imposta dall’Enac,sono cresciuti in numero ed in qualità di volo. Gli ulm in attività in Italia sono circa 33mila,38mila i piloti muniti di attestato. Gli aeromobili di aviazione generale sono rimasti circa 800 compresi quelli appartenenti alle flotte degli aeroclub.
In definitiva il numero più cospicuo di piloti che volano per diporto sono i titolari di attestato,non di brevetto,riservato a coloro che pilotano un aereo certificato.
Gli ulm intanto, sono cresciuti anche in prestazioni. Sono a tre assi come i velivoli tradizionali,e sono generalmente muniti di un propulsore da 100 Cv.
In definitiva, hanno prestazioni simili a quelle delle macchine certificate classiche come Cessna e Piper. Volano a 200 Km/h ed arrivano a quote di tangenza di 4/5mila metri,hanno un’autonomia di circa 1.000 km.
A bordo di essi non è difficile intraprendere lunghi viaggi in sicurezza.
A condizione però, che il pilota sia idoneo alla conduzione di un velivolo sofisticato. Ed a questo proposito occorre fare una dolorosa riflessione,dettata dal ripetersi di tragici incidenti in cui gli ulm sono coinvolti.
Il pilota titolare di attestato purtroppo non è cresciuto in capacità ed esperienza con la stessa rapidità con cui si è evoluta la macchina che conduce. Il conseguimento dell’attestato,per le prove teoriche e pratiche che il candidato deve sostenere, non lo rende idoneo alla pianificazione seria di un volo,ed alla sua realizzazione. Spesso i titolari di attestato sono carenti in teoria,non conoscono sufficientemente le regole del volo,le zone in cui è diviso lo spazio aereo e la corretta fonia da impiegare nelle comunicazioni terra bordo terra con gli enti di controllo. Addirittura al momento non è loro consentito l’impiego della radio,se non in emergenza. Generalmente non hanno nessuna cognizione di radioguida e dell’impiego degli strumenti di navigazione. Si devono limitare per legge al volo a vista. Tuttavia qualche volta può capitare che contro la propria volontà ci si trovi in cattive condizioni di visibilità e occorre avere la capacità di uscire con l’impiego degli strumenti da una situazione meteo difficile.
Ancora: la manutenzione degli ulm è spesso affidata agli stessi proprietari che non sono sempre all’altezza del compito,invece che a ditte autorizzate.
In definitiva ciò che incide maggiormente sui sinistri dell’aviazione ulm è quasi sempre il cosiddetto “fattore umano”.
Anche le autorità aeronautiche italiane se ne sono accorte e si pensa di sostituire l’attuale attestato con un titolo più avanzato che comporti maggiori conoscenze tecniche e preparazione volo.
Ma, a quante tragedie dovremo ancora assistere prima che i responsabili dell’Enac individuino un programma di esame più serio per i candidati al conseguimento dell’attestato?
Il volo,non è per tutti. Occorrono determinazione e preparazione. L’aviazione
è audacia ragionata e soprattutto cultura. Senza quest’ultima diventa pericolosa. Il dovere di tutti gli appassionati di aviazione è promuovere la cultura aeronautica in modo da poter fare vivere ai giovani in sicurezza quella meravigliosa avventura che è il volo.

Eugenio de Bellis