Un posto vuoto fra i ranghi ed a tavola,una giovane vita spenta,un grande dolore per chi resta. Il ricordo di un giovane rapito da una sorte crudele mentre in una assolata giornata festiva di primavera celebrava il suo amore per il volo. Così è scomparso a Pasquetta Alessio Tomè 20 anni udinese,aviatore ed allievo del corso Marte V dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli. Aveva giurato fedeltà al Paese ed alle sue istituzioni il 31 Marzo nel corso della tradizionale cerimonia svoltasi nell’istituto puteolano. Insieme ad altri 89 allievi. Il futuro per lui era carico di promesse,di prospettive.
Il volo,la carriera,l’amore,la fierezza di appartenenza alla Forza Armata ed all’Italia,la gioia di indossare la divisa azzurra con l’aquila turrita,simbolo di coraggio e di abilità. Tutto si è spento per un fato avverso mentre sui campi di volo tanti erano intenti a godersi il primo sole di primavera. Per chi è appassionato di volo il miglior modo di celebrare la primavera è mettersi al posto di pilotaggio e staccare l’ombra da terra,salire appesi all’elica nella luce abbagliante del sole. Provare l’emozione di muoversi nelle tre dimensioni in piena libertà, di essere i soli arbitri della propria sorte. Con l’animo gonfio di avventurosa giovinezza solcare l’azzurro del cielo e disegnare eleganti figure nello spazio,lontani dalle preoccupazioni,dai problemi del quotidiano.
L’emozione che il volo può dare è unica. Significa sentirsi più buoni,più vicini a Dio,più felici per poter dominare con la propria capacità la legge di gravità. Galleggiare nell’infinito mentre intorno trionfa la natura con i suoi colori più belli. Vedere scorrere sotto le proprie ali paesaggi diversi e sempre affascinanti. Godere di una vista tridimensionale dei luoghi. Queste probabilmente le immagini che Alessio ha visto prima di lasciarci. Un angelo caduto che ora si trova in quell’angolo di cielo che Dio riserva ai piloti.
Ma perché volare,affrontare addestramento,pericoli e studio?
La migliore risposta sta nel poema “High Flight” del pilota inglese John Gillespie Magee: “ Sono scivolato sugli arcigni confini della Terra, ed ho danzato nei cieli su ali dal sorriso d’argento. Sono salito nel Sole,ho provato la gioia mozzafiato delle nubi. Ho fatto cento cose che voi non avete mai sognato. Mi sono rotolato,librato e dondolato. In alto nel silenzio del Sole”.
Eugenio de Bellis