Ancora il fattore umano alla base di un incivolo ulm a Lecce







Ancora un mortale incidente di volo nell’ambito dell’aviazione ultraleggera. E’ accaduto a Fasano in provincia di Lecce. La vittima è un farmacista di 42 anni Francesco Santoro. Il professionista era ai comandi di un monomotore P92 Sierra prodotto dalla napoletana Tecnam. Prima di sostenere l’esame per il conseguimento dell’attestato di volo,si era recato da solo in località San Cataldo,per effettuare delle prove di stallo. Cioè per verificare la sua capacità di uscire da questa critica condizione in cui il velivolo perde portanza a bassa velocità o dell’alto angolo di attacco dell’ala. Probabilmente a causa dell’imperizia e della quota troppo bassa,si è schiantato al suo morendo all’istante. Il velivolo,assai diffuso e considerato dagli esperti sicurissimo,era dotato di paracadute balistico munito di razzo di estrazione. Quest’ultimo nell’impatto è esploso causando un incendio. Tale circostanza ha fatto credere in un primo momento che la causa del sinistro fosse riferibile alle fiamme. Ancora una volta alla base dell’incidente “il fattore umano”.
Vale a dire che mentre le industrie del settore producono macchine sempre più prestanti e sicure, il pilota di ulm non è riuscito a crescere nella stessa misura. Addirittura il P92 Sierra era dotato di paracadute balistico che se azionato in tempo ed a quota di sicurezza, avrebbe consentito al pilota di atterrare dolcemente senza alcun danno fisico.
Di qui la necessità,come ho già scritto in un precedente servizio,di migliorare la cultura aeronautica e l’addestramento al volo dei candidati al conseguimento dell’attestato.
Infatti le statistiche dei sinistri mortali dell’aviazione ulm pubblicate dalla Fivu(federazione italiana volo ultraleggero) sono allarmanti. Dal 2000 al 2008 in Italia si sono verificati ben 105 incidenti mortali con 148 vittime.
E’ ora che le autorità aeronautiche varino a breve un programma di esame per il conseguimento dell’attestato più compatibile con la sicurezza del volo e con la cultura aeronautica. Attraverso la creazione di scuole di volo serie dirette da seri professionisti. Al fine di non tramutare in tragedia un’attività sportiva ed affascinante come il volo.

Eugenio de Bellis