Il padre del Falco vola nelle grandi praterie


 


 


 


 


 


 


 


 


 


Il nostro 蠵n periodico on line che tratta argomenti aerospaziali, preferibilmente regionali, a fronte dell?esiguo numero di collaboratori,ma la scomparsa di Stelio Frati,che ho recentemente appresa,merita un ampio spazio in quanto 蠵n evento di rilievo internazionale. I velivoli da Lui disegnati infatti,dall?FL8 Falco all?SF 260, hanno portato il genio,l?eleganza e la creativitࠩtaliane in tutto il mondo. Nato a Milano il 26 aprile 1919,Frati si 蠬aureato in ingegneria meccanica nel 1943 con una tesi su un bimotore aerosilurante,al Politecnico di Milano,dove ha poi insegnato per dieci anni. Il suo nome,la sua fama,sono legati soprattutto a due capolavori dell?aviazione sportiva di tutti i tempi: l?F8 L Falco e l?SF260. Il primo che risale al 1955 e che gli 蠶also nel 1960 il premio ?Compasso d?Oro? 1960 per il design industriale,蠵n monoplano ad ala bassa con carrello triciclo retrattile,a due posti affiancati. Una meraviglia per forme e prestazioni che ha dominato la scena sportiva mondiale per molti anni e resta tuttora insuperato per il rapporto fra prestazioni e potenza installata. Il Falco prodotto per la prima volta dall?Aviamilano, 蠵n cult nel mondo aeronautico e tuttora ne volano molti esemplari amorevolmente mantenuti in condizioni di volo dai fortunati proprietari. L?altro grande aeroplano disegnato da Frati 蠵n derivato potenziato ed in metallo del Falco: l?SF260 con motore a sei cilindri da 260 cv. Le sue caratteristiche di velocitࠥ soprattutto di maneggevolezza sono state ritenute dagli stati maggiori formative nell?ambito del sillabus addestrativo dei piloti militari. Il 260, come viene familiarmente chiamato l?aereo di Frati 蠩mpiegato come addestratore di primo periodo,da 33 paesi ed 蠳tato realizzato in 900 esemplari. E? impiegato anche da numerose pattuglie acrobatiche civili in Europa e negli Stati Uniti dove 蠣onosciuto come Meteor. Un famoso aviatore al quale fu domandato da un giornalista di settore quali fossero gli aeroplani pi?cevoli da pilotare,ne cit򠴲e. Il P51 Mustang,l?F86 Sabre e l?SF260. Chi scrive, con una esperienza assai meno vasta del citato pilota,蠥ntusiasta delle qualitࠤi dolcezza,sensibilitࠥd armonia di comandi del 260. Basta un lieve tocco sulla cloche per proiettare in alto l?aeroplano,o farlo ruotare rapidamente sull?asse longitudinale. In definitiva pilotare un 260 蠬etteralmente esaltante. Un purosangue. Non a caso Frati 蠳tato chiamato il creatore delle Ferrari dell?aria. Frati era un freelance della progettazione aeronautica,un uomo da atelier,un artista pi? un ingegnere. Infatti amava soltanto disegnare gli aeroplani che poi faceva realizzare ad altri. Era interessato all?architettura dell?aeroplano sportivo. Ed 蠩n questi progetti che Frati ha dato il meglio di s鮠Nel cinquanta e sessanta quando l?aviazione sportiva ha vissuto gli anni migliori le sue macchine hanno colto numerosi allori. Gli ispiratori degli aeroplani di Frati erano gli stessi piloti impegnati nelle maggiori gare del tempo. Nel 1950 per Igino Guagnellini disegn򠬒F4 Rondone che nonostante la modesta potenza del motore(90 Cv) detenne a lungo il primato mondiale di categoria su circuito di 100 Km a 272 Km/h. Frati si ciment򠡮che con progetti di velivoli a getto come lo Squalus e bimotori come il Pegaso,ma la sua fama resta comunque legata ai monomotori sportivi. Il segreto di Frati? Disegnare macchine bellissime,scolpite dal vento. E come la storia dell?aeronautica conferma, i velivoli belli volano bene. Basta citare lo Spitfire,il P51 Mustang.l?F86 Sabre che hanno scritto pagine importanti del progresso aeronautico. Ci piace pensare che Stelio Frati creatore di macchine tanto meravigliose e prestanti vivr࠳empre, fino a quando vivrࠬa memoria di questi capolavori volanti.


    Giovanni Vigliena